Dicas

 

 


 

 

 

 

FESTA  DO  PADROEIRO  DE  REGGIO  EMILIA
 
 
 
 
 
 
 
No dia 24 de novembro se comemora em Reggio Emilia a festa de “San Prospero”, o Santo Padroeiro da cidade.
 
A festa é muito antiga e provém dos rituais dos camponeses dedicados à terra e à colheita. Era comum dar aos recém-nascidos o nome de “Prospero” em sinal de bom augúrio e proteção para quem estava iniciando uma nova vida, este nome também vinha invocado para as colheitas, os animais e para o tempo atmosférico.
 
De fato “próspero” é um adjetivo que na língua italiana tem significado de viçoso, abundante, favorável, benigno, vigoroso e florescente.
 
Para entender quando este ritual dedicado à terra foi transformado em devoção a um Santo é necessário voltar ao século V d.c. quando San Prospero do ano 480 ao 505 foi Bispo de Reggio Emilia. Reza a lenda que naquele período o povo dos bárbaros Hunos guiados pelo rei Átila atravessasse a Itália invadindo e saqueando todas as cidades em seu caminho, deixando um rastro de violência e destruição por onde passava.
 
Ao se aproximar de Reggio, o bispo invocou a Deus proteção e então, uma forte neblina desceu ao redor dos muros da cidade tornando-a invisível a Átila e ao seu exército. Verdade ou lenda, o que realmente tornou o bispo Prospero uma referência para o povo reggiano foi o senso de proteção, dedicação e afeto que ele conseguiu transmitir à sua cidade e a capacidade de assumir o papel de guia que une e reconcilia em um momento histórico de lutas cruentas e de divisões internas.
 
Em sua homenagem, em 979 foi construída a Basílica na praça mais antiga da cidade onde são mantidas as relíquias do Santo.
 
Nesse dia de festa dedicado ao Padroeiro não se trabalha e Reggio se transforma em uma grande feira ao ar livre, que com suas cores, música e aromas, enchem de vida e alegria todas as praças e ruas mais importantes do centro histórico.
 
É um momento especial para a população local e cidades vizinhas, que além de participar das celebrações religiosas dedicadas ao Padroeiro, participam também dos eventos culturais e de diversão organizados para esta ocasião.
 
Neste dia faz parte dos costumes: almoçar com a família, passear pelas ruas do centro e encontrar com os amigos pra comprar e degustar as caldarroste. A tradição pede que na praça da Basílica seja preparado um grande braseiro sobre o qual serão assadas as castanhas, fruto proveniente das montanhas (símbolo da estação fria).
 
Comer um pouco de caldarroste no dia de San Prospero traz sorte...
 
A festa de San Prospero é considerada em Reggio como o início do período do advento, como o momento no qual tradicionalmente começam a adornar as lojas com luzes e enfeites natalícios e as pessoas a fazer as primeiras compras de presentes para amigos e parentes.
 
 
 
 
 
 
 
 
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LE PIÙ SPETTACOLARI SPIAGGE IN ITALIA

 
 
Sono 15, controlla qui una per una
 
di Ida Bini
 
 
 
Isola dei Conigli  ( Sicilia )
 
A fine primavera l’impalpabile e bianchissima sabbia dell’isola dei Conigli, sulla costa sudest di Lampedusa, diventa il nido per tantissime tartarughe della specie protetta Caretta Caretta, in via d’estinzione, che qui vi depongono le uova. Durante tutto l’anno lo spettacolare lido, lambito da un’acqua cristallina e da un’incredibile fauna marina, è meta ambita di turisti e di amanti delle immersioni e dello snorkeling. Il grande scoglio dell’isola dei Conigli, separato dall’isola-madre Lampedusa solo da pochi metri d’acqua facilmente attraversabili a guado, fa parte di una riserva naturale gestita da Legambiente, che ne preserva la bellezza della costa e dei fondali marini. Per godere in totale tranquillità della bellezza e unicità di questa spiaggia è bene arrivare alle prime ore della giornata dopo una ventina di minuti di cammino., poi, si affolla di bagnanti anche se nulla riesce a scalfire lo spettacolo di questo lido paradisiaco.
 

 
 
 
 
Bue Marino  ( Sicilia )
 
E’ una distesa di sabbia dorata lunga tre chilometri e lambita da un mare cristallino, a due passi dalle calette incontaminate della riserva dello Zingaro, in provincia di Trapani. La spiaggia di San Vito Lo Capo è stata eletta la più bella d’Italia da un concorso promosso sul web da Legambiente: la scelta dell’arenile siciliano ha premiato la bellezza naturalistica di questo tratto di costa, dove la montagna si fonde con il mare, e la limpidezza dell’acqua regala bagni indimenticabili.
 

 
 
 
 
Cala Rossa  ( Sicilia )
 
E’ una spiaggia irresistibile e selvaggia sulla costa meridionale dell’isola di Favignana, che appartiene alla riserva naturale delle Egadi. Secondo alcune leggende il nome deriverebbe dal sangue versato dai Cartaginesi, sconfitti dai Romani durante la prima guerra Punica., in realtà la costa rocciosa della spiaggia, ricoperta di vegetazione mediterranea, è proprio rossastra, in contrasto con la limpidezza e le mille sfumature di blu dell’acqua che la lambisce. Il fondo del mare, fatto di ghiaia bianca e minuta, riflette la luce creando meravigliosi effetti cromatici.
 

 
 
 
 
La Pelosa  ( Sardegna )
 
La lingua di sabbia fine e bianchissima di Stintino, lambita da acque turchesi e trasparenti, è una spiaggia da mozzare il fiato: circondata da una fitta macchia mediterranea che si spinge fino al mare, regala bagni indimenticabili al profumo di salsedine e di ginepro. La spiaggia caraibica sorge nel golfo dell’Asinara, all’estremità nordorientale di Capo Falcone., ha un unico difetto: è troppo amata dai bagnanti, che la affollano già dalle prime ore del mattino. Quando ci si stanca della confusione ci si può imbarcare per una visita al parco dell’Asinara, proprio di fronte alla spiaggia.
 

 
 
 
 
Cala Goloritze  ( Sardegna )
 
E’ talmente bella e incontaminata che nel 1995 l’ UNESCO l’ha dichiarata monumento naturale per la sua unicità e per preservarne lo splendore. La spiaggia, a sud del golfo di Orosei, nell’Ogliastra, è piccola ma la sabbia è colore avorio e il contrasto con il mare trasparente la rende ancor più lucente. E’ più facile raggiungerla in barca perché a piedi è necessario percorrere un lunghissimo sentiero scosceso e sconnesso., la bellezza della spiaggia, tra scogli, pareti rocciose, pinnacoli e un arco naturale, ripaga tuttavia dalla fatica. La spiaggia è caratterizzata da un alto pinnacolo calcareo, che domina l’intero tratto di costa.
 

 
 
 
 
Spiaggia Giunco  ( Sardegna )
 
E’ chiamata anche la spiaggia dei due mari, perché la lingua di sabbia divide il Mediterraneo dallo stagno di Notteri, dove d’inverno è possibile avvistare i bellissimi fenicotteri rosa. E’ un posto magico, vicino a Villasimius, comodo da raggiungere e caratterizzato da una sabbia morbida come il borotalco e dalle trasparenze rosate, che contrastano con la lucentezza e la trasparenza del mare. Il tratto di costa è dominato da un’antica torre su un promontorio, da dove si gode una straordinaria veduta.
 

 
 
 
 
Cala Brandinchi  ( Sardegna )
 
Vicino a San Teodoro, sul versante orientale della Sardegna, è un angolo di paradiso che si raggiunge in automobile o a piedi in mezzo alla rigogliosa vegetazione mediterranea. E’ una spiaggia bianchissima con un mare trasparente e dai fondali molto bassi, che a tratti sembra una piscina. Alle spalle della spiaggia, particolarmente indicata per famiglie con bambini, c'è un’oasi naturalistica con molte specie di uccelli d’acqua. Si narra che nel 1867 da questa spiaggia Giuseppe Garibaldi, dopo essere fuggito da Caprera, si imbarcò per raggiungere Piombino e tentare di liberare Roma dallo Stato Pontificio.
 

 
 
 
 
Baia delle Zagare  ( Puglia )
 
A Mattinata, in provincia di Foggia, la costa del Gargano regala scorci panoramici da togliere il fiato., la baia delle Zagare è uno spettacolo e la sua spiaggia, subito dopo la baia di Pugnochiuso, è una lingua di sabbia soffice e chiara, lunga circa un chilometro, incastonata tra le alte rocce calcaree di un’insenatura puntellata di grotte marine. La si raggiunge via mare oppure entrando nell’elegante hotel omonimo e prendendo un ascensore scavato nella roccia. Davanti alla spiaggia due enormi scogli emergono dal mare che qui si colora di turchese e di smeraldo. La spiaggia è libera e le poche attrezzature sono solo per i clienti dell’albergo.
 

 
 
 
 
Punta della Suina  ( Puglia )
 
A pochi chilometri da Gallipoli, sulla costa ionica del Salento, si trova Punta della Suina, deliziosa spiaggia attrezzata e con un bar su una terrazza panoramica, lungo la spettacolare costa incontaminata della regione pugliese. La spiaggia, nascosta da una fitta pineta ma facilmente raggiungibile, è un lungo tratto di sabbia, intervallato da piccoli gruppi di scogli, lambiti da un mare caraibico i cui colori variano dal blu allo smeraldo.
 

 
 
 
 
Grotticelle  ( Calabria )
 
Adagiata su un bellissimo tratto della costa degli Dei di Capo Vaticano, sul versante tirrenico della Calabria, la suggestiva baia di Grotticelle è formata da tre spiaggette, una di fianco all’altra, caratterizzate da sabbia finissima e piccoli scogli che digradano verso il mare trasparente. Le spiagge, dove si fanno meravigliosi bagni e snorkeling, sono attrezzate e libere, facilmente raggiungibili anche in automobile con parcheggio a pagamento.
 

 
 
 
 
Marasusa  ( Calabria )
 
E’ una delle spiagge di Tropea, ai piedi del borgo, lambita da un mare trasparente e dai colori caraibici, con una sabbia caratterizzata da micro ciottoli che rendono l’acqua ancor più bella e suggestiva. Alle spalle dell’arenile il santuario benedettino di Santa Maria dell’Isola domina la rupe, che un tempo era completamente circondata dal mare. Da qui la costa è spettacolare, ma anche dall’arenile si gode un panorama da sogno.
 

 
 
 
 
Cala Monte di Luna  ( Campania )
 
Nei pressi di Marina di Camerota, in provincia di Salerno, il tratto di costa è uno spettacolo continuo: ulivi d’epoca saracena nascondono piccoli promontori sormontati da torri e le alte scogliere entrano nell’acqua limpida che invita al tuffo e alle immersioni. Per godere appieno della bellezza di Cala Monte di Luna è consigliabile navigare lungo la costa con i marinai che conoscono aneddoti e leggende per ogni grotta o anfratto tra le scogliere.
 

 
 
 
 
Arenella  ( Toscana )
 
Sul versante orientale dell’isola del Giglio il lido dell’Arenella è uno dei pochi tratti di costa facilmente raggiungibili e praticabili. Di fronte si erge il bellissimo promontorio dell’Argentario. La spiaggia è attrezzata e offre, tra l’altro, la possibilità di effettuare suggestivi tour dell’isola dell’arcipelago toscano a bordo di comodi taxi boat.
 

 
 
 
 
Spiaggia di Mezzavalle  ( Marche )
 
E’ una sorprendente striscia bianca di sabbia fine immersa nella vegetazione mediterranea del Conero e spalancata sul mare Adriatico che regala, su questo tratto di costa marchigiana, scorci inaspettati. Il mare è bello e trasparente, dalle mille sfumature, in contrasto con i colori della vegetazione, una verdissima radura di bassi arbusti, corbezzoli e querce. La strada per raggiungerla è decisamente impegnativa, soprattutto al ritorno., è bene portare con sé acqua e cibo perché la spiaggia è davvero selvaggia e incontaminata.
 

 
 
 
 
Monterosso  ( Liguria )
 
E’ l’unica spiaggia sabbiosa delle Cinque Terre: a due passi da Monterosso si apre una piccola e deliziosa spiaggetta con sabbia dorata e ciottoli sui fondali. E il luogo perfetto per immergersi o fare snorkeling in un’acqua limpida e turchese. D’ estate è affollata ma la si può ammirare dal mare o fuori stagione, quando si respira la stessa atmosfera romantica e suggestiva del territorio, tra Liguria e Toscana, che la ospita.
 
 

 

 

 

 

 


 

 
 
 

20 BELLE CITTÀ ITALIANE CHE NASCONO DIRETTAMENTE DALLA ROCCIA

 
 
 
 
Da Bagnoregio a Matera, da Manarola a Calcata, da Tursi a Tellaro, ecco 20 tra le più belle città italiane accomunate da un fattore particolare: sono tutte incastonate tra le rocce, veri e propri monumenti artistici che si fondono con la bellezza della natura.
 
 
 
 
Amalfi (Campania)
 
 
 
La storia gloriosa di una potente Repubblica Marinara, la Costiera spettacolare che tutto il Mondo ci invidia, la gastronomia eccellente, l'acqua limpida, le case arrampicate sulla roccia e i vicoli chiassosi: Amalfi è terra di emozioni. Respirate l'odore del mare, vivete al massimo la vita della città e non dimenticate di assaporare una delizia al limone, magari mentre il sole infuocato scende dietro lo specchio d'acqua, tingendo il cielo d'arancio e di viola.
 
 
 
Calcata (Lazio)
 
 
 
Calcata stupisce dal primo sguardo, sbucando improvvisamente sulla strada con le sue case scure, che sembrano nascere dalla roccia tufacea, come ne fossero un prolungamento. Un borgo bellissimo, luogo d'elezione di artisti e hippies, che sovrasta la vallata del Treja e che vi immergerà in una dimensione di tranquillità e di sogno, a soli 40 km da Roma e dal trambusto della Capitale. La foto sulle poltrone in pietra nel primo spiazzo che incontrate è d'obbligo., poi spingetevi all'interno e perdetevi tra le strade e i mille localini che vi faranno apprezzare la cucina romana. Qui si festeggia la notte delle streghe e si sussurra che qualcosa di misterioso e magico abbia a che vedere con questo posto.
 
 
 
Civita di Bagnoregio (Lazio)
 
 
 
Civita di Bagnoregio, nel viterbese, detta anche La Città che muore. Il borgo, tra i più belli d'Italia, sorge su una collina di tufo che l'erosione di due torrenti a valle rischia, purtroppo, di far scomparire. È per questo che la dovete vedere prima possibile e godervi le viuzze strette, le casette in pietra e le piazzette assolate, oltre al bellissimo colpo d'occhio della città in lontananza, regale e altera sul suo colle, raggiungibile solo attraverso un ponte pedonale sui calanchi circostanti.
 
 
 
Ischia (Campania)
 
 
 
Che Ischia sia meravigliosa, tutta intera, lo sapete già. Non potete perdere, tra le tante meraviglie, il Castello Aragonese che nasce sulla roccia magmatica di un'isoletta collegata alla maggiore attraverso un ponte in muratura di circa 200 m. Percorrendolo vi ritroverete dinanzi all'imponenza della fortezza e al fascino di una natura che non è cornice, ma protagonista insieme alla storia antichissima: il castello infatti si fa risalire al 474 a.C.
 
 
 
Manarola (Liguria)
 
 
 
Un borgo pittoresco e colorato, con le casette che sorgono strette tra loro sulla roccia scura e che si affacciano sul mare blu? Seguiteci in Liguria, vi portiamo a Manarola. Le Cinque Terre sono Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO proprio perché "rappresentano l'armoniosa interazione stabilitasi tra l'uomo e la natura per realizzare un paesaggio di qualità eccezionale e che manifesta un modo di vita tradizionale millenario". Manarola, dunque, non potrà che stupirvi. E ricordate che qui si produce un olio ottimo e il famosissimo vino passito Sciachetrà.
 
 
 
Massafra (Puglia)
 
 
 
In provincia di Taranto a scoprire Massafra, la Tebaide d'Italia forse più conosciuta per il suo famoso Carnevale ma che vi toglierà le parole di bocca per il fascino delle sue gravine, le formazioni carsiche tipiche della zona della Murgia. Ammirate in particolare la gravina di Madonna della Scala, con il suo villaggio neolitico all'interno, testimonianza di antichissime civiltà rupestri. E poi il centro storico, con il castello medievale e il Duomo. E poi ancora l'Oasi WWF di Monte Sant'Elia in cui vi godrete il paesaggio pugliese, tra trulli e vegetazione tipica.
 
 
 
Matera (Basilicata)
 
 
 
Matera, perla incredibile del nostro stivale, ancora intatta e da scoprire. I Sassi, che sono Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO, rappresentano uno dei nuclei abitativi più antichi del mondo, parliamo addirittura di Paleolitico, e oggi formano un centro storico unico, scavato nella roccia calcarenitica, tra caverne e meandri labirintici. Arriverete nella zona dei Sassi attraversando la parte più nuova e moderna della città: girare l'angolo sarà come fare un tuffo nel passato, in una dimensione indefinita che farete fatica a collocare nel tempo e nello spazio e che riempie gli occhi di bellezza, di sole, di storia e di natura.
 
 
 
Pentedattilo (Calabria)
 
 
 
Il nome curioso viene dal greco "penta daktylos" e vuol dire "cinque dita" perché questo borgo sembra nascere proprio nel palmo di una mano, all'interno di una mano fatta di roccia. Una mano che regge e protegge quello che un tempo era un centro vitale e strategico, nell'età greco-romana, che purtroppo nei secoli ha perso d'importanza fino ad essere completamente abbandonato e disabitato. Oggi è rinato in tutto il suo splendore: andate ad ammirare le strade intagliate nella roccia e l'atmosfera quasi irreale che qui si respira, non ve ne pentirete!
 
 
 
Pitigliano (Toscana)
 
 
 
Tufo protagonista a Pitigliano che sovrasta le valli verdeggianti circostanti sul suo sperone e le domina, regale ed elegante. Tutto l'abitato è così ben integrato nella roccia e nella natura, che la mano dell'uomo, almeno all'occhio, risulta essere leggera e delicata. C'è molto da vedere in questo posto, da Palazzo Orsini alla bella Cattedrale fino alla zona del Ghetto: la città è detta anche Piccola Gerusalemme per la presenza ormai storica di una comunità ebraica. Non mancate di fare un brindisi con un buon vino kosher o un vino bianco di Pitigliano: qui la tradizione vinicola è antichissima, grazie alle numerose cantine scavate nel tufo, in cui il vino si conserva perfettamente a temperatura costante.
 
 
 
Polignano a Mare (Puglia)
 
 
 
Uno sperone roccioso disegnato dal vento e dal mare, che si getta a strapiombo nel mare Adriatico di un verde intenso. Siamo a Polignano, città dal carisma tutto particolare, le cui origini greche sono rintracciabili già nel nome ("polis"): quella di Polignano è una bellezza unica, ve lo assicuriamo, e qui si respira un'atmosfera assolata e rilassata, ma con un fondo di malinconia. Una fascinazione che ammalia e che vi porterete dentro. Come la voglia di tornarci, e tornarci, e tornarci ancora.
 
 
 
Positano (Campania)
 
 
 
Sospeso tra cielo e terra, tra roccia e mare, Positano è un posto magico che dovete vedere almeno una volta nella vita: scalinate, case, chiese e cupole si fondono con la roccia e con la macchia mediterranea, per paesaggi incredibili, e il mare è l'elemento per eccellenza, come ribadisce forte e chiaro il nome stesso della città, che appunto deriva da Poseidon, il Dio del Mare. Imperdibile la passeggiata panoramica lungo il Sentiero degli Dei.
 
 
 
Ragusa Ibla (Sicilia)
 
 
 
Ibla, centro storico e cuore pulsante di Ragusa, colpisce il turista per il suo ricchissimo stile barocco e per la sua posizione dominante, su una collinetta rocciosa: il sole batte sui tetti e sulle scalinate, sui vicoli e sulle piazzette e tutto racconta di storie lontane, di tempi antichi e di civiltà millenarie che hanno segnato, e disegnato, in fondo, questo posto. Da vedere c'è una quantità infinita di statue, chiese, monumenti e da mangiare c'è anche di più.
 
 
 
Sant'Agata de' Goti (Campania)
 
 
 
Il reticolo di stradine e le case di questo borgo medievale, antico e bellissimo, si sviluppano su un blocco tufaceo al centro di due torrenti e le sue origini si fanno risalire ai tempi remoti della Prima guerra sannitica. Andate a vedere la Cattedrale dell'Assunta, il Castello e la chiesa di San Francesco d'Assisi, e per finire aspettate il tramonto, così che potrete godere delle pennellate dorate che il sole dipinge sulle rocce mentre scende.
 
 
 
Sorano (Toscana)
 
 
 
Sorano, con le sue casette scavate nel tufo, a strapiombo sulla valle del Lente, è un borgo ricco di storia e di bellezze. Visitate la Fortezza Orsini e il Masso Leopoldino, ma soprattutto è d'obbligo, qui, una passeggiata lungo le Vie Cave, che sono cunicoli profondi e antichi percorsi ripidi e tortuosi scavati dagli etruschi in mezzo al tufo, tra muschio e felci. Questi scenografici sentieri portano nelle necropoli del Parco archeologico, altra meta imprescindibile.
 
 
 
Tellaro (Liguria)
 
 
 
Fa parte del circuito dei Borghi più belli d'Italia anche Tellaro, piccolo villaggio marinaro che segue l'andamento della scogliera su cui è costruito e che si affaccia sul Golfo della Spezia. Il castello, il porto, il Palazzo Doria: tutto contribuirà a rendervi felici della vostra scelta. Se siete indecisi sul periodo, vi consigliamo di andare durante le vacanze invernali: qui si tiene, infatti, il Natale Subacqueo, una delle feste più amate da abitanti e turisti.
 
 
 
Tursi (Basilicata)
 
 
 
Restiamo in Lucania, terra di magia e di incanti, per addentrarci nella zona dei calanchi, fino a Tursi, un posto che lascia senza fiato. È così che si resta, infatti, dinanzi al bellissimo quartiere della Rabatana, in pieno centro storico, costruito con materiale arenario lungo i calanchi argillosi, nonché testimonianza di insediamenti arabi in questa zona. Non ripartite senza aver assaggiato i tipici falagoni ripieni di patate o di bietole. E se avete tempo fate un salto anche ad Aliano e Craco.
 
 
 
Valsinni (Basilicata)
 
 
 
La Basilicata ha molto da raccontare e da mostrare se si parla di Natura intrecciata alla Storia. Dopo i calanchi e le montagne, Valsinni sorge tra suggestive rupi, dominando la valle del Sinni, all'interno del Parco Nazionale del Pollino. Dai tempi della Magna Grecia passando per la triste storia della poetessa Isabella Morra, questo posto saprà conquistarvi: non perdete il Castello feudale, l'antica città fortificata e gli spettacoli di strada che animano le serate nel periodo estivo.
 
 
 
Vieste (Puglia)
 
 
 
Proprio sopra la bianca roccia calcarea del Gargano, a picco sul mare Adriatico, sorge il nucleo dell'abitato di Vieste, uno di quei posti che diventano in un attimo un luogo del cuore. La Puglia non delude, ed è un dato di fatto, ma qui si esagera: mare cristallino, spiagge mozzafiato con calette romantiche, un bellissimo centro storico di casette bianche e chiese di epoche diverse, un castello che vi regalerà viste incredibili e una cucina che non teme confronti.
 
 
 
Vitorchiano (Lazio)
 
 
 
Nella provincia di Viterbo per esplorare un altro posto che nasce su uno sperone roccioso vulcanico: è Vitorchiano, col suo centro storico medievale molto bello e ben tenuto, i resti della cinta muraria e la Selva di Malano, a due passi, in cui unirete la passione per la Natura a quella per la Storia, perché qui troverete i resti di un antichissimo insediamento etrusco.
 
 
 
Castelmezzano (Basilicata)
 
 
 
Sulle Dolomiti Lucane, un'altra delle meraviglie naturali del nostro Paese, per esplorare Castelmezzano, piccolo borgo che nasce proprio al di sotto delle cime frastagliate di queste montagne coreografiche, immerso nei boschi di faggio: passeggiare per le sue vie vi farà sentire parte del territorio, minuscoli di fronte all'enormità della natura. Una volta qui non vorrete tralasciare l'adrenalinica esperienza del Volo dell'Angelo?
 
 
 
 
 

 

 

 

 

CURTINDO ‘‘LA DOLCE VITA’’ EM REGGIO EMILIA
 
 
A experiência de Reggio Lingua - escola de língua e cultura italiana
 
 
 
 
 
 
Do exterior, a Itália é sempre vista com interesse e admiração pelos seus tesouros artísticos, pela atmosfera das suas cidades e o estilo de vida italiano, pelas especialidades gastronômicas e pelos produtos artesanais procurados e apreciados no mundo inteiro.
 
Há vários anos, os estrangeiros que vêm à Itália em busca destas coisas, são sempre mais orientados a estabelecer-se nas pequenas cidades para evitar os problemas e o caos dos grandes centros urbanos.
Daniela e Paola, professoras fundadoras da escola REGGIO LINGUA de Reggio Emilia, são as primeiras a terem notado essa mudança e de como os seus alunos que vem à Itália para trabalhar, estudar ou em férias, se apaixonam à primeira vista por uma pequena cidade como Reggio Emilia.
 
Daniela: “Indubitavelmente, o fato de Reggio estar longe dos grandes fluxos turisticos e, ao mesmo tempo, situar-se em uma posição que permite visitar em jornada os principais destinos turisticos do norte da Itália, a torna particularmente apreciada por aqueles que desejam alternar momentos de intensa atividade turística a momentos de relax.”
 
Paola: "Reggio é considerada uma cidade à dimensão humana, onde movendo-se com segurança à pé ou em bicicleta, em pouco tempo é possivel conhecer todos os encantos da cidade e sentir-se como se sempre tivesse vivido aqui ."
 
Daniela: "Em 12 anos conhecemos muitos estrangeiros que se apaixonaram por Reggio e que retornam sempre que possível. Alguns recomendaram a cidade aos seus amigos e outros continuam em contato conosco.”
 
Paola: "Uma das coisas que os liga muito ao nosso território é, naturalmente, a gastronomia e seus produtos tradicionais. Consideram a Emilia um pouco como o berço da cultura gastronômica italiana e estar em Reggio, no coração da Emilia, é uma experiência sensorial única: em poucos quilometros pode-se degustar um Lambrusco, o Vinagre Balsâmico, entrar em um salumificio para saborear o Culatello ou conhecer a produção do Parmigiano Reggiano.”
 
Daniela: "Além disso, muitos nos pedem para transcorrer suas férias em estreito contato com os italianos para terem uma experiência direta do italiano falado e do nosso cotidiano: fazer as compras no mercado, cozinhar um prato de tortelli, tomar um aperitivo ao bar, caminhar sob as arcadas observando as vitrines, ir a um restaurante ou enoteca, cinema ou teatro... E fazer tudo isso em uma pequena cidade é muito mais simples e gratificante."
 
Paola: "Temos alunos do mundo inteiro, a maioria vem da Austrália, dos Estados Unidos, Japão, e ultimamente, também do Brasil. Quem permanece em Reggio por mais tempo e participa de eventos artísticos ou culturais organizados na cidade se surpreende sempre com o alto nivel qualitativo oferecido e a grande participação das pessoas.”
 
Cada cidade italiana tem algo especial para oferecer.
 
Reggio Emilia é um concentrado de todas estas coisas: o lugar ideal para se curtir "La Dolce Vita".
 
 
 
 
 
 
 
 
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OS TESOUROS ESCONDIDOS DA ITÁLIA
 
 
 
Reggio Calabria: o mais belo quilômetro italiano
 
 
 
Por Douglas Miglioretti    { douglas.sqn@gmail.com }
 
 
 
Todo o mundo conhece cidades como Veneza, Florença e Roma, os carros-fortes do turismo na Itália. Porém, a península é muito mais que Coliseu, gôndolas e estátuas de Michelangelo. Um mundo surpreendente de belezas inesperadas se revela ao visitante que decide explorar o país fora de sua mais conhecida zona turística. Hoje, vamos a Reggio Calabria, cidade localizada na ponta da bota, às margens da Sicília e do Estreito de Messina.
 
Reggio Calabria é capital da província de mesmo nome e, com cerca de 200 mil habitantes, a mais populosa da região da Calábria.
 
Conta com uma rica história. Registros arqueológicos indicam atividade humana desde séculos antes de Cristo. Foi também uma das mais antigas colônias gregas na Itália, seguido por um florescente período durante o Império Romano - quando se tornou uma das mais importantes cidades do sul da Itália.
 
Apresentada à religião católica pela visita do apóstolo São Paulo em 61 d.C., Reggio foi destruída por um terremoto em 91 d.C., sendo totalmente reconstruída por ordem do imperador Augusto. No século V, com a cisão do Império Romano, a cidade passou a fazer parte do Império Bizantino, sofrendo diversos ataques dos povos Vândalos, Longobardos e Godos.
 
A Idade Média trouxe à cidade a influência árabe, quando Reggio se tornou parte do Emirado da Sicília. Mudou de mãos novamente em 1060, com a conquista normanda da região e a volta da religião católica.
 
Os séculos seguintes veriam Reggio ser conquistada por diversos povos, como os Aragoneses e os Habsburgos, até cair nas mãos dos Borbônicos em 1734. Após o controle pelas forças de Napoleão Bonaparte (que conquistou Reggio em 1806 e fez da cidade um importante centro administrativo para suas aspirações imperialistas), Reggio voltou ao domínio borbônico e, em 1816, tornou-se parte do Reino das Duas Sicílias, que dominara o sul da Itália.
 
As mudanças de poder em Reggio Calabria não parariam aí. Em 1860, as tropas de Giuseppe Garibaldi conquistaram a cidade e unificaram-na no recém-formado Reino da Itália, criando o Estado que corresponde à Itália dos dias de hoje.
 
Reggio sofreria, ainda, um grande terremoto em 28 de dezembro de 1908, com a destruição de praticamente todo o centro e a morte de 25 mil pessoas, 27% da população à época. Reggio foi então reconstruída mais uma vez, agora em estilo liberty com rígidas normas antissísmicas.
 
Durante a Segunda Guerra Mundial, Reggio foi palco de pesados bombardeios aéreos devido à sua estratégica localização. Recuperada mais uma vez, enfrentou árduas décadas com infiltração mafiosa na região, que atrasava o seu desenvolvimento e corrompia as repartições públicas.
 
No começo dos anos 1990, com denúncias e prisão de mafiosos, a cidade viveria sua "primavera" - um movimento espontâneo dos habitantes com o intuito de recuperar e renovar sua identidade, embelezando e cuidando do patrimônio histórico e natural que oferece.
 
Reggio Calabria não é uma cidade conhecida e, muitas vezes, somente o ponto de embarque para o ferry que transporta carros, trens e pessoas do continente à ilha da Sicília, e vice-versa.
 
Mas é claro que todos os diversos povos que dominaram Reggio Calabria em algum momento da história deixaram para a cidade um rico legado que se traduz em monumentos, arquitetura, gastronomia, cultura e belezas naturais que encantam o visitante que resolve passar alguns dias na cidade, vindo da Sicília ou indo em direção à famosa ilha.
 
Da estação central de trem pode-se chegar rapidamente ao Corso Garibaldi, a principal rua que corta todo o centro da cidade. Parcialmente fechada aos pedestres, apresenta todas as lojas e conveniências que se possa imaginar e é sede das principais atrações turísticas de Reggio.
 
É no início do Corso que se localiza a Villa Comunale, um grande jardim público que serve tanto para um preguiçoso cochilo após o almoço como para eventos culturais. Seguindo pela rua, entre os majestosos edifícios em estilo neoclássico e liberty que a ornamenta, encontra-se a Catedral de Reggio Calabria: a Parrocchia di Maria Assunta, um suntuoso edifício reconstruído após o terremoto de 1908 em estilo neorromântico.
 
Uma quadra acima do Duomo encontra-se o simples, porém conservado, Castelo da cidade, que remonta ao período de dominação aragonesa.
 
Voltando ao Corso Garibaldi, mais edifícios imponentes se espalham por alguns quarteirões até a Piazza Italia, uma ampla praça que contém os palacetes da administração municipal e regional, algumas escavações arqueológicas que revelam relíquias do tempo greco-romano e um espaço que serve para manifestações culturais populares.
 
Mais alguns quarteirões e o Corso leva ao Museu Nacional da Magna Grécia, conhecido em todo o país pelas suas estátuas de bronze de Rialto. As duas estátuas gregas foram descobertas no fundo do mar, perto da costa da cidade calabresa de Rialto, em 1972. Estimadas de serem do século V a.C., representam dois altos guerreiros gregos e são testemunhas da riqueza que a região de Reggio já possuiu.
 
Ao lado do museu funciona a feira de frutas e vegetais da cidade, uma ótima pausa para escutar um pouco do forte e cantado dialeto calabrês e comprar frutos frescos.
 
Entretanto, é ao descer do Corso Garibaldi em direção ao mar que se tem a visão do paraíso, a principal joia de Reggio Calabria que faz qualquer ser humano se apaixonar por ela: o lungomare Falcomatà.
 
Reorganizado na "primavera de Reggio" na década de 1990, o lungomare é um passeio à beira-mar de exatos 1,7 quilômetros apelidado com o soberbo nome de "o quilômetro mais belo da Itália".
 
Em toda sua extensão, apresenta palmeiras e vegetação diversas, estátuas, monumentos, um teatro grego e ruínas das antigas civilizações que passaram por Reggio.
 
Pelo passeio junto ao mar seguem vários bares, gelaterias (sorveterias) e românticos banquinhos que convidam os calabreses a declamarem seu amor em forma de grafites e rabiscos nas brancas paredes de mármore. "E se eu dissesse que te amo?", "Fito seus olhos e vejo minha alma, meu passado, presente e futuro", "Você me dá tudo só respirando, bom dia princesa".
 
Da calçada de paralelepípedos do lungomare se vê todo o estreito de Messina. Os raios de sol refletem em suas belíssimas águas azuis, que, por sua vez, confundem-se com o azul do céu. As colinas da Sicília posam harmoniosamente do outro lado do mar, revelando nuvens brancas como algodão. Vê-se a cidade de Messina, do outro lado do estreito, e vê-se a linda praia calabresa. Uma montanha maior que as outras, do lado siciliano, geralmente solta uma pequena fumaça. É o imponente vulcão Etna, visível desde o lado calabrês do estreito.
 
Uma vista assim, numa tranquila tarde de primavera em que as ondas batem vagarosamente nas pedras brancas e as palmeiras balançam ao sabor da fresca brisa mediterrânea, já vale alguns dias de visita a essa incrível cidade pouco conhecida.
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 
 
 
TOUR IN BRASILE: ILHA GRANDE - PARADISO ANCORA VERGINE
 
 
 
DATA: 11/12/2015
 
 
 
Più di cento spiagge di sabbia bianca e molta storia
 
 
 
 
 
 
Quest'isola brasiliana di 14mila ettari, meravigliosa da un punto di vista naturalistico (dal 1971 è Parco di Stato di Ilha Grande grazie all'amministrazione dell'Istituto Statale delle Foreste), è di dimensioni così vaste da apparire quasi disabitata, nonostante sia meta turistica di molti brasiliani e ospiti un buon numero di locande. Le numerose spiagge (107), tutte di sabbia bianca accessibili sia da terra che dal mare, sono quindi vuote anche in alta stagione (tra dicembre e marzo, quando in Brasile è estate piena) e si aprono tra ripide cascate, montagne ricoperte di giungla e un mare tra il verde (per via della foresta che arriva fino in spiaggia) e il turchese. Ilha Grande è anche molto comoda da raggiungere, visto che, sia che si arrivi da Rio de Janeiro che da San Paolo, un'autostrada a quattro corsie conduce direttamente al porto dove imbarcarsi (per l'isola bastano un'ora, due al massimo, di navigazione, a seconda dell'imbarcazione, pubblica o privata, che si prenota).
 
Prima di parlare delle spiagge, un po' di storia, che molto interessante. Nel 1502, durante una spedizione esplorativa, il navigatore André Gonçalves approdò su queste coste, dopo aver "scoperto" la baia di Angra dos Reis. Pochi anni dopo, nel 1531, l'amministratore del Brasile coloniale, Martin Afonso de Souza, mediò una guerra tra le tribù dei Guianazes e gli indiani Tamoios, in disputa tra loro per il controllo delle zone di pesca intorno all'isola e, per alcuni storici, questa è la data di fondazione della Confederazione delle Tamoios. Nel 1559, Vicente da Fonseca creò il primo insediamento coloniale (una fattoria) mentre, nel 1629, il pirata Juan Lorenzo, protetto dal re Filippo II di Spagna, costruì la sua casa rifugio (tutt'oggi visibile, vicino a una spiaggia chiamata Morcego, pipistrello), la terza costruzione in muratura del Brasile. Un'altra data importante per la storia di questo luogo è il 1871, quando fu inaugurato il primo lebbrosario di tutto il Paese (Lazareto): poiché infatti l'isola era tappa obbligata per le navi degli schiavi africani, era fondamentale internare i malati prima che toccassero il continente (quando, nel 1888, la Lei Aurea portò all'abolizione della schiavitù in Brasile, Ilha Grande fu utilizzata come centro di smistamento per il contrabbando di schiavi. Ancora oggi, nel profondo della giungla, esistono resti di case per gli schiavi, visitabili con una guida esperta). L'inizio dello sviluppo di Ilha Grande fu però l'acquedotto costruito nel 1893 [NdE: stesso anno di nascita del giornale Fanfulla] per far funzionare Lazareto dopo che, col governo di Marechal Floriano Peixoto, lì fu deciso di trasferire il penitenziario dell'isola Fernando de Noronha, ormai in disuso (qui furono rinchiusi, come prigionieri politici, ufficiali e soldati che avevano partecipato alla Revolta da Marinha.
 
Sono insomma molte le gite "storiche" da fare e l'isola non è solo spiagge da sogno. E poi anche curiosità interessanti, come l'acquedotto del 1896, ancora in piedi, e la casa (visitabile) appartenuta al pirata Juan Lorenzo che, acquistata e restaurata dal regista Mario Peixoto, è stata l'ambientazione del suo film Limite. Tra queste stanze, tutte arredate con pezzi di una bellissima collezione di opere d'arte del periodo coloniale, hanno soggiornato molti ospiti illustri, tra cui Brigitte Bardot (oggi la casa è dell'uomo d'affari ex-sindaco di Rio de Janeiro, Israele Klabin).
 
 
 
Lopes Mendes
 
 
 
I tipi di vacanza da fare sono vari, e si va dalle crociere al turismo responsabile, per esempio dalla Praia do Sul, dal 1981 riserva biologica di 8.892 ettari fondata sotto la responsabilità della Fondazione dello Stato per la gestione ambientale - FEEMA, alla quinta spiaggia più bella di tutto il Brasile, Lopes Mendes, raggiungibile solo a piedi (sentiero ripido da 25 minuti o piano, da 45) dopo essere stati lasciati sulla costa più vicina da una barca. Ma da non perdere, per gli amanti del mare, anche Praia do Pouso, Saco do Bananal, Lagoa Azul (una laguna azzurra con acqua bassa, il miglior posto per lo snorkeling), Praia do Aventureiro, con la sua incredibile palma storta, Praia da Parnaioca, Lagoa Verde e Dois Rios.
 
 
 
Praia do Aventureiro
 
 
 
Testo originale: Eugenia Romanelli                                                                         Foto: Andre Cypriano
 
 
 
 
 

 

 
 
 
BORMIO
 
 
{ Regione: Lombardia }
 
 
 
Scorcio del Centro Storico
 
 
 
Pittoresco, il vecchio nucleo abitato è caratterizzato da strade strette e tortuose, case con notevoli portali in pietra locale, affreschi.
Piccolo centro in provincia di Sondrio, conta circa 4.100 abitanti.
 
La cittadina è posizionata in un’ampia conca, ai piedi di una cerchia di monti, ove il Torrente Frodolfo scende dalla Valfurva e confluisce nell’Adda.
 
Di origine ligure, divenne contea nel X secolo per volere degli imperatori tedeschi, per essere poi annessa alla Lombardia solo nel 1721.
 
È nota per le stazioni di villeggiatura estiva e di sport invernali delle Alpi.
 
 
 
Feste folcloristiche
 
 
 
Panorama dei monti
 
 
 
 
 

 

 
 
 
PROFUMI ALPINI TRA I BORGHI PIEMONTESI
 
 
Passeggiate fra le malghe. Sapori di una volta e
 
sentieri tra antiche case di pietra e legno
 
 
 
[ Regione: Piemonte ]
 
 
 
Respirano di malghe alpine e di cultura occitana alcuni fra i borghi più belli del Piemonte, che offrono un inedito spunto di vacanza, anche breve, all'insegna degli sport invernali ma anche del relax, di tranquille passeggiate e di sapori genuini.
 
A 85 chilometri ad ovest di Torino, incorniciato dalle Alpi Cozie, sorge l'incantevole borgo di Usseaux. Attraversato anche da Giulio Cesare, che nel "De Bello Gallico" lo cita col nome di "Occellum", il borgo reca ancora oggi tante testimonianze delle antiche popolazioni che l'hanno abitato o attraversato: il dialetto, le strade, i toponimi. Qui, tra l'altro, si parla ancora il patouà;, una variante dell'occitano alpino (la lingua d'Oc parlata un tempo nel sud della Francia), mentre il nome stesso del borgo ha probabilmente origini celtiche, da "uxellos" che significa "alto". Esempio di realtà contadina d'alta montagna, Usseaux, Balboutet, Laux, Pourrieres e Fraisse sono una rosa di piccoli villaggi alpini fra i più antichi dell'alta Val Chisone. Caratteristici il rincorrersi di case in pietra e legno, le fontane, il vecchio mulino, il forno. Tanti sono gli itinerari con visite guidate proposti dall'ufficio turistico di Usseaux (e-mail: info.usseaux@alpimedia.it).
 
Ostana, nel Cuneese, è un paese di borgate sparse situato nella Valle del Po con vista sul gruppo del Monviso. In inverno si può salire fino ai 2.300 metri del crinale di Cima Ostanetta, praticando lo scialpinismo o utilizzando racchette da neve, ma i sentieri si prestano a itinerari di trekking per tutte le stagioni. La simbiosi fra pietra e legno domina anche questo borgo, dove non è raro imbattersi in forni, muretti a secco e strade ciottolate, cappelle e piloni votivi. Da assaggiare, fra una camminata e l'altra, la toma d'alpeggio e la polenta di patate e grano saraceno.
 
 
 
Fascino dei borghi piemontesi, Pontechianale
 
 
 
Restando in provincia di Cuneo vale una visita il borgo di Chianale (comune di Pontechianale), situato a circa 1.800 metri d'altitudine al confine con la Francia. Al riparo dalle valanghe, in fondo alla Val Varaita, il piccolo villaggio di cultura occitana regala tutto il profumo delle Alpi lungo l'asse dell'antico Chemin Royal, la strada del sale che portava in Francia. Da ammirare i tetti in lose delle abitazioni. A ricongiungere i lembi del villaggio, attraversato dal torrente Varaita, un ponte in pietra in corrispondenza di una piazzetta su cui si affaccia l'antica Chiesa di Sant'Antonio.
 
In provincia di Cuneo vale la pena visitare Neive, anch'esso inserito nell'elenco dei "Borghi più belli d'Italia": la sua parte più antica ancora resiste intorno all'antico ricetto, il recinto fortificato utilizzato dalla popolazione come deposito per i prodotti agricoli in tempo di pace e come rifugio in caso si pericolo. Il castello non esiste più, ma è rimasto l'impianto medievale della cittadina con le case dai tetti rossi addossate le une alle altre. Dall'alto del centro storico si gode di una splendida vista sulle vigne circostanti: Neive, non a caso, è una terra di grandi vini, come i Docg Barbaresco e Moscato D'Asti e i Doc Barbera d'Alba e Dolcetto d'Alba. Tra le aziende vinicole da visitare quella dei Conti di Castelborgo, ospitata in una dimora signorile settecentesca.
 
Spostandosi in provincia di Asti merita di essere scoperto anche Mombaldone, l'antico Mons Baldus, dal germanico Bald (monte), che sorge fra i calanchi ed è l'unico borgo della Langa Astigiana ad essere ancora cinto delle mura originarie. Il suo centro si presta a passeggiate fra vicoli e cortili, fra case grigie e muretti a secco color ocra. Da gustare il capretto di Langa o il montone grasso arrosto.
 
Sulla strada per la Liguria, infine, si può far tappa in una perla delle Alpi Marittime, Garessio. Anche in questo caso non bisogna perdere le tante borgate che danno vita al centro: borgo Maggiore, con il palazzo comunale e la biblioteca., borgo Poggiolo con la chiesa dedicata a Sant'Antonio da Padova., borgo Ponte, che conserva il portale in pietra della Chiesa di San Giovanni, il più antico edificio religioso garassino., borgo Valsorda, infine, con il Santuario della Beata Vergine delle Grazie.
 
 
 
Garessio, si passeggia tra antiche case di pietra
 
 
 
 
 
 

 

 
 
BENTIVOGLIO
 
 
[Regione: Emilia-Romagna]
 
 
 
 
 
La bella località di pianura era chiamata nel Medioevo "Ponte Poledrano", luogo di passaggio di puledri sul ponte del Canale Navile, che attraversa scenograficamente il paese. Al canale e alla sua antica storia si collega l'itinerario ciclabile della "Ciclovia del Navile" tra Bologna e Ferrara. 
 
 
Bentivoglio è il nome della famiglia bolognese che fece costruire la sua residenza di villeggiatura, il "Castello". Le sue mura custodiscono un'autentica perla dell'arte del Quattrocento, le "Storie del pane", straordinario ciclo di dieci affreschi di scuola ferrarese che ripercorre le diverse fasi della panificazione. 
 
 
Proteso sul Canale Navile è il Palazzo Rosso, con le splendide decorazioni di Achille Casanova raffiguranti ambientazioni tipiche della locale zona palustre. 
 
 
A San Marino di Bentivoglio, nell'affascinante cornice di Villa Smeraldi, si trova il Museo della civiltà contadina, mentre per gli amanti della natura da non perdere è l'Oasi La Rizza, con le sue cicogne bianche.
 
 
 
 

 

 
 
CARNIA, A CAVALLO FRA I COLORI DELL´AUTUNNO
 

 

Scenari incontaminati, ma anche pievi medievali e siti romani

 

 

[Regione: Friuli Venezia Giulia]

 

 

 

 

Lago Sauris

 

 

 

L'autunno accende i boschi della Carnia con i suoi rossi, i suoi gialli e i suoi marroni, creando cromie affascinanti. È la stagione ideale per tutti gli amanti della natura che desiderano esplorare gli scenari incontaminati delle montagne friulane, ma anche per gli amanti della fotografia che cercano soggetti stimolanti da immortalare nei loro scatti., e il modo migliore per scoprire questo lato della Carnia è andare a cavallo, attraverso i sentieri e le mulattiere che percorrono le valli e i fianchi delle montagne, ottimi sia per i cavalieri esperti sia per i principianti.

Per immergersi nei profumi e nei colori dell'autunno carnico, Carnia Welcome ( www.carnia.it ) offre l'inconsueta possibilità di fare un trekking fotografico in sella, fermandosi ogni qual volta si voglia per scattare una fotografia.

Ma non c'è solo la natura da vedere nella zona. Un foro romano fra le montagne, siti archeologici, pievi medievali dichiarate Monumento nazionale, incantevoli affreschi, piccoli ma preziosi musei, raffinate oreficerie: la Carnia ha in serbo per i visitatori molto più di quanto si pensi, è ricca di attrattive storico-culturali che non ci si aspetta di trovare in una zona di montagna. Fondate spesso là dove un tempo c'erano punti d'avvistamento romani a controllo di traffici e merci, le pievi si trovano lungo la valle del Tagliamento (Cesclans, Verzegnis, Invillino, Enemonzo, Socchieve, Ampezzo e Forni di Sotto), la valle del But (Santa Maria oltre But, Illegio e San Pietro di Zuglio), la Val Degano. Alcune di esse sono in prossimità di siti archeologici di notevole rilievo, come la Pieve di Santa Maria di Gorto ad Ovaro, che si trova nei pressi del sito di San Martino, dove si possono ammirare ancora oggi i resti di un' imponente basilica paleocristiana.

I resti del foro romano e degli edifici pubblici e privati di Zuglio e il suo interessante Museo archeologico testimoniano l'imponenza del centro politico, religioso e commerciale di 
Iulium Carnicum, ultima città romana dell'Italia nord-orientale, edificata lungo la Via Iulia Augusta, che collegava Aquileia con il Norico (l'attuale Austria). Scavi archeologici hanno riportato alla luce resti preistorici, celtici, romani, paleocristiani: si possono ammirare ad esempio l'impianto paleocristiano di Colle Zuca, nei pressi della Pieve di Santa Maria Maddalena a Villa Santina., l'importante insediamento fortificato sul Colle Mazèit di Verzegnis., gli scavi nei pressi della Pieve di San Floriano (splendidi gli affreschi che ne decorano l'interno) e di siti fortificati di Illegio, in comune di Tolmezzo.

 

Tra gli itinerari da cui scegliere, ognuno esplora diverse tappe e diverse vicende della storia carnica: ''La fede e l'arte", ''Storia, arte ed archeologia", ''Le vie delle rogazioni'', ''Le vie della fede" porteranno i visitatori a scoprire perle d'arte che le montagne hanno conservato e che sanno rivelare la bellezza di questa terra tutta da scoprire.

 

 

 

Equitazione e trekking in Carnia

 

 

 

 


 

 

 

Il Lago di Bolsena

 

[ REGIONE: LAZIO ]

 

 

 

 

 

 

Il lago di Bolsena situato nell'alto Lazio ha un perimetro di 43 Km, una superficie di 114 Km² ed una profondità massima di 151 m., è il lago di origine vulcanica più grande d'Europa.
 

È posto a 304 m sul livello del mare, e presenta un bacino imbrifero con una superficie di 273 Km².

 

Il lago è alimentato principalmente da sorgenti sotterranee e da acqua piovana, ha un unico emissario, il fiume Marta, che inizia il suo tragitto nell'omonima città per sfociare nel Mar Tirreno, nelle vicinanze di Tarquinia.

 

A causa della modica portata dell'emissario il ricambio delle acque è molto lento, è stato stimato intorno ai 120 anni.

 

Caratteristica molto importante del lago è l'ottimo stato di salute delle sua acque, con le quali i pescatori cucinano la “Sbroscia”, una caratteristica zuppa di pesce.

 

Proprio per la limpidezza delle acque il lago viene chiamato anche “il lago che si beve”. Una strada costeggia il lago a pochi metri dalla riva, regalando uno stupendo panorama.
Percorrendo questa strada, tra Montefiascone e Marta è possibile ammirare la bellezza dell'isola Bisentina e dell'isola Martana, quest'ultima legata alla storia di Amalasunta regina degli Ostrogoti.

 

Sul lago è possibile praticare ogni tipo di sport acquatico, dal canottaggio, allo sci nautico, alla vela ed al surf.

 

Gli amanti delle immersioni non possono fare a meno di non sentirsi attratti dalle bellezze e dalla storia che nasconde il lago. A pochi metri dalla riva, nella zona denominata “Gran Carro”, sepolto dall'acqua è possibile ammirare i resti di un villaggio Villanoviano.

 

Molte sono le specie di pesci che abitano il lago di Bolsena: coregoni, anguille, lucci, tinche, trote, persici e latterini.

 

 

 

 
 
 
 

 

 

 

PARTEOLLA

 

[ REGIONE: SARDEGNA ]

 

 

 

Una veduta al tramonto del panorama sulle Montagne che sovrastano Dolianova, un piccolo paese del Parteolla in Sardegna

Una veduta al tramonto del panorama sulle Montagne che sovrastano Dolianova,

un piccolo paese del Parteolla in Sardegna

 

 

 

A pochi chilometri da Cagliari, capoluogo della regione, si stende il territorio del Parteolla, confinante con il Campidano, il Sarrabus e il Gerrei. Caratterizzato da una grande varietà del paesaggio, come evidenziò lo storico sardo Giovanni Fara che lo descrisse in parte montuoso, in parte pianeggiante e coltivato, irrigato da brevi corsi d'acqua.

 

Data la conformazione del terreno, agricoltura e pastorizia sono intensamente praticate: così le produzioni di oli, vini e formaggi sono particolarmente ricche, apprezzate e variegate nelle loro specificità.

 

Dolianova fu sede diocesana, eleggendo a patrono San Pantaleo in onore del quale venne eretta, sul finire del XII secolo, la cattedrale, una delle più singolari - per architettura e paesaggio circostante - dell'intera Sardegna. Vi si alternano stili diversi, che tradiscono le differenti fasi di elaborazione, ma risultano ben armonizzati fra loro: quindi il romanico maturo si incontra piacevolmente con un gotico in fase iniziale.

 

Il paese è anche sede dell'omonima cantina sociale, nella quale si producono vini di ottime qualità data la fertilità del terreno e la sua adeguatezza alla coltivazione delle viti: vengono così prodotti il Nuragus, il Vermentino, il Cannonau, ma anche vini da dessert quali il Moscato, il Nasco e la Malvasia.

 

Il nome della vicinissima Serdiana, cittadina probabilmente di origine romana, è legato alla chiesetta campestre di Santa Maria di Sibiola, ugualmente di antica fondazione (XII secolo), nei cui pressi sono stati rinvenuti materiali litici di epoca preistorica.

 

 

 

Serdiana - Chiesa campestre di Santa Maria di Sibiola

Serdiana - Chiesa campestre di Santa Maria di Sibiola

 

 

 

 


 

 

 

 

VINOTERAPIA

 

Vendemmia anti-aging, le 10 spa e beauty farm dove si fa

 

 

Lanciata da Caudalie, ora è trend in Italia

 

 

(testo di Daniela Giammusso)

 

 

 

 

 

 

Autunno tempo di vendemmia. Non più solo però per un buon calice da mettere in tavola. Se da una parte cresce sempre più il numero della star che si dedicano a produrre vino, dal regista Francis Ford Coppola in California a Gerard Depardieu con il suo passito di Pantelleria, Sting in Toscana e ora anche Brad Pitt in Francia (''datemi sette anni - promette - e avrete il miglior rosso di Provenza''), dall'altra c'è infatti chi vigne e vigneti li usa come preziosi alleati di bellezza e cura del corpo. E' la vinoterapia, ultimo trend in spa e beauty farm. Un trattamento in realtà antico, utilizzato già da Greci e Romani (anche Caterina Sforza ne decantava le lodi), ma ''riscoperto'' nel 1996 da Mathilde Cathiard e Bertrand Thomas nella regione di Graves, vicino a Bordeaux, dove è nata la prima moderna Spa Vinothérapie, le Sources de Caudalie. Dalla Francia, la vinoterapia si è presto diffusa in tutto il mondo, soprattutto nei paesi maggiori produttori di vino, come Italia, Spagna e Argentina, e ora è richiestissima anche da ''clienti'' esigenti come Madonna, la principessa Carolina di Monaco e Chaterine Zeta Jones. Il segreto, dicono gli esperti, è tutto nel potere antiossidante del vino, che ha un effetto anti-aging sulla pelle, oltre che mineralizzante e detossinante grazie ai polifenoli e alle vitamine contenute nel mosto. Miscelato con altre sostanze come il succo di limone, le erbe aromatiche o il miele, il vino poi aiuta anche nella cura dei capelli, può avere una benefica azione antibatterica, calmante ed emolliente sul corpo e, in alcuni casi, anche snellente.

 

 

 

 

 

 

Come nel bicchiere, anche nella Spa ogni vino ha una sua peculiarità: più ricco di minerali per la pelle il Lambrusco più rilassante il Chianti consigliato per i massaggi il Sauvignon e ottimi in questo periodo il Cabernet o Merlot per un peeling post abbronzatura. In Italia la vinoterapia si è sviluppata fino alla creazione di vere linee di cosmetici, oltre che di trattamenti, seguendo le caratteristiche delle produzioni vinicole locali. Sul fronte Trentino del Lago di Garda, ad esempio, la Centoundici Spa del Lido Palace, del gruppo dei The Leading Hotels of the World, offre trattamenti all'uva bianca con effetti anti-età potenziati dal rituale di 140 minuti del Percorso Centoundici Suite. Se preferite l'aroma più robusto dei vini piemontesi, Villa Altea, sulle colline del Monferrato, unisce la secolare tradizione dell'ampeloterapia (la cura dell'uva) alle più moderne creme e cosmetici a base di polifenoli. Il Romantik Hotel Turm di Fiè allo Sciliar, vicino Bolzano, punta sul bagno alle vinacce su pietra calda, da godere al lume di candela e con un delicatissimo effetto peeling agli acidi fruttati. Tra i filari di Lambrusco delle colline modenesi, le Terme della Salvarola uniscono i poteri delle due risorse locali e offrono il ''Nettare di... vino'', massaggio tonificante e stimolante a base di olio di vinacciolo e mousse di fango termale. Per i palati più raffinati, invece, il Romantik Hotel Jolanda Sport sulle Alpi di Gressoney La Trinitè (AO) propone benessere e charme con il pacchetto tutto bollicine di Champagne e petali di rosa, dal risultato dermopurificante e calmante. Scendendo verso la terra del Chianti, ecco l'Idillio toscano del Relais & Chateaux Borgo San Felice: un'ora e mezza di puro relax, tra massaggi, essenze e proprietà benefiche del vino e dell'olio d'oliva, da terminare nella vasca d'acqua calda aromatica dove gustare un calice delle migliori annate locali. Si può poi passare al Castellare de' Noveschi, sulle colline senesi, per immergersi nel tino-idromassaggio di calde acque con fragranze dei più preziosi vini dai sentori di mora, fragola, rosa, viola e arancio. Mentre al Borgo Scopeto Relais, a pochi minuti da Siena, il rosso Borgonero è protagonista in tavola quanto nella spa, con i trattamenti ma anche con l'esclusiva linea cosmetica all'uva e cipresso. Immersione totale nel Sangiovese per il centro benessere de Le Tre Vaselle, proprietà delle Cantine Lungarotti, che sulle colline umbre di Torgiano, oltre al bendaggio freddo alle gambe con olio di vinaccioli, con il rosso più diffuso d'Italia prepara anche uno scrub purificante pre-hammam, cui aggiunge farina di mais e foglie di vite rossa. Scendendo a Sud gli aromi si fanno decisamente più dolci. Ed ecco la Malvasia regina della ''Valle dei Mostri'', trattamento purificante, idratante e rigenerante del Therasia Resort Sea & Spa dell'isola di Vulcano, dove si utilizzano i prodotti naturali tipici delle Eolie, dalle pietre vulcaniche all'aloe vera, vinaccioli e acini del più intenso dei vini liquorosi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

CURTA A NEVE EM SOLO BRASILEIRO

 

 

 

Situado em Gramado - RS (Serra Gaúcha), o Snowland é o primeiro parque de neve

 

"indoor" das Américas.

 

 

Além de ser o primeiro do continente, a atração nacional tem um toque especial em

 

relação aos outros que existem ao redor do mundo (todos focados somente em

 

esportes na neve). Ao entrar no parque, a imaginação se transporta para um gracioso

 

vilarejo alpino ao sopé de uma montanha branca.

 

 

São oferecidas diversas atividades, que vão de brincadeiras (Snowplay, Airboard) até

 

níveis radicais (Esqui, Snowboard). A estação também conta com animais

 

mecatrônicos (passeio instrutivo pela neve) e pista de patinação no gelo na parte

 

"interna" do vilarejo. Claro que não poderia deixar de haver um bom Hot Coffee

 

característico, bela área de alimentação e muitas lojas.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

          

 

 

 

 

 

 

 

www.snowland.com.br

 

 


 

 

 

INUSITADAS ATRAÇÕES DIVERTIDAS EM GRAMADO - RS

 

Vivendo mundos de sonhos: turismo brasileiro de calibre internacional 

 

 

 

 

 

DREAMLAND - MUSEU DE CERA

 

 

 

 

 

 

Primeiro projeto do gênero na América do Sul, é representante de peso da força do

 

turismo gaúcho e brasileiro.

 

 

Este mundo utópico cheio de estrelas do cinema e personalidades famosas com

 

diversos cenários temáticos, é agradável passeio para toda família.

 

 

 

          

 

 

 

              

 

 

 

 

 

 

     

 

 

 

          

 

 

 

          

 

 

 

          

 

 

 

 

 

 

          

 

 

 

     

 

 

 

          

 

 

 

     

 

 

 

            

 

 

 

 

 

 

          

 

 

 

                    

 

 

 

                    

 

 

 

www.museudeceradreamland.com.br

 

 

 

 

 

HARLEY MOTOR SHOW

 

 

 

 

 

 

Único Bar/Museu temático da América do Sul que faz homenagem à lendária marca de

 

motocicletas.

 

 

Direcionado a todo público turista que visita a região e não exclusivamente aos

 

fanáticos.

 

 

Claro que para os amantes, é um "sonho real" que dispensa comentários.

 

 

O cenário remete aos cassinos de Las Vegas.

 

 

 

     

 

 

 

 

 

 

 

 

          

 

 

 

www.harleymotorshow.com.br

 

 

 

 

SUPER CARROS

 

 

 

          

 

 

 

Essencialmente para os apaixonados por carros-esporte, como bem o nome já sugere,

 

a visita a este salão não deixa de ser válida a qualquer faixa etária e sexo.

 

 

Desfrute um pouquinho daquele famoso clichê "emplacado" no universo dos

 

entusiastas: "a garagem dos sonhos".

 

 

As "máquinas" estão à disposição para test-drives, com preços e normas específicas

 

que variam de acordo com o carro escolhido, quilometragem e modalidade (direção ou

 

carona).

 

 

 

          

 

 

          

 

 

 

                         

 

 

 

          

 

 

 

          

 

 

 

          

 

 

 

O ambiente também conta com simuladores (videogames), autorama e cinema

 

interativo 3D (que para crianças é fascinante).

 

 

 

                    

 

 

 

          

 

 

 

 

 

 

www.supercarros.cc

 

 

 

 

HOLLYWOOD DREAM CARS

 

 

 

Museu de automóveis clássicos antigos, exibe os mais originais automóveis dos anos

 

dourados da indústria automobilística americana das décadas de 20, 30, 40, 50 e 60.

 

 

Raridades com destaque para os Cadillacs.

 

 

 

Cadillac - 1953 - Conversível

Vidros Ray Ban elétricos, ar condicionado, direção hidráulica, aquecimento no banco dianteiro, 

antena elétrica, possante motor V-8 de 230 HP, peso 2,5 toneladas

 

 

 

Antes de um hobby, a idealização do ato de colecionar é cultura e preservação da

 

história do automóvel.

 

 

www.hollywooddreamcars.com.br

 

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