GRANDE TORMENTO

 
 
di Angelo Menegazzi  <  angelomenegazzi@gmail.com  >  [ 20.12.2016 ]
 
 
 
Treviso - abbiamo ricordato la Festa di tutti i Santi, commemorato i nostri defunti e omaggiato i nostri soldati (15 mila) sparsi nel mondo. La fredda spruzzatina di pioggia non mi ha impedito neanche quest'anno di recarmi a Quarto d'Altino (Ve) dove dorme il sonno eterno mia madre. Mio padre invece, cavaliere di Vittorio Veneto, riposa da Emigrante a S. Paolo.
 
 
Mentre guardavo mia madre, mi sono venuti in mente i versi di Ugo Foscolo: "All'ombra dei cipressi o sotto le urne confortate di pianto è forse il sonno della morte meno duro?". Ma profondi di significato trovo anche le parole di un mio connazionale di Campinas: "Non c'è pezzo di terra al mondo che non sia intriso del sudore e del sangue d' italiani". Destino beffardo. Genetica condanna di un popolo geniale, il nostro, costretto fuori casa per secoli a morire di nostalgia. Anche oggi si va all'estero ma con la valigia di cuoio e una laurea.
 
 
Laura ed io lasciammo il Brasile per sempre. Dopo un mortale incidente motoristico di sua madre. Ma non perdemmo mai i contatti con i parenti e gli amici del grande Paese Sudamericano. Addio anima mia cara: per 63 anni mi hai sopportato. Dalle colonne del Fanfulla un grande grazie. Tutti abbiamo molte cose da farci perdonare da coloro che ci hanno preceduto nel viaggio eterno. Miliardi di vanità e di follie.
 
 
Un pensiero reverente e doveroso per i nostri Caduti in guerra o nella difesa della libertà. Grazie ai giovani soldati sparsi nel mondo in missione di pace, con licenza di farsi ammazzare per giuste cause, alle forze dell' Ordine che vegliano notte e giorno sulla nostra sicurezza. E a tutti coloro che sorridono ai profughi, ai vecchi e malati. Ai lettori del Fanfulla.

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